1. Questo sito utilizza i cookies. Continuando a navigare tra queste pagine acconsenti implicitamente all'uso dei cookies. Scopri di più.

Atos Prime Uso vettura in guida gravosa

Discussione in 'Atos' iniziata da PeppeAtos, 28 Gen 2008.

  1. PeppeAtos

    PeppeAtos New Member

    Registrato:
    28 Gen 2008
    Messaggi:
    1
    "Mi Piace" ricevuti:
    0
    Salve a tutti ho da poco acquistato una Atos Prime like e dando uno sguardo sul libretto di istruzioni mi sono soffermato sul capitolo delle condizioni di guida gravose dell'autovettura sui brevi tratti di strada.
    Visto che io giro molto in città e la uso spesso anche per percorrere piccoli tratti del tipo accompagnare mia figlia a scuola tutte le mattine e andare al lavoro che anche non dista molto da casa mia...tutti e due meno di 1km. volevo sapere tutto questo con il passare del tempo cosa comporta in termini di usura del motore alla mia macchina.
    E poi non ho ancora capito se sopratutto nei periodi invernali bisogna far riscaldare per qualche minuto la macchina prima di partire oppure non c'è ne bisogno. Vi ringrazio aspetto Vostre riposte.
     
  2. Marco

    Membro dello Staff Amministratore Socio Premium

    Registrato:
    28 Ago 2007
    Messaggi:
    6.671
    "Mi Piace" ricevuti:
    1.333
    Provincia:
    Venezia VE
    Auto ed Allestimento:
    Atos / Ex Tuscani Turbo
    Far camminare la macchina per un solo kilometro alla volta.... è la cosa + sconsigliabile che possa esistere!
    In pratica in quel lasso di tempo il motore non ha il tempo di scaldarsi e tutti i liquidi di circolare per bene.
    In pratica in questo modo è come se tu facessi circolare sempre l'auto a freddo!

    Quello di far scaldare l'auto per qualche minuto prima di partire è anche falso.
    cioè... occorre far scaldare il motore in folle da fermo giusto qualche decina di secondi...(poi se tu abiti in una zona dove fa freddo siberiano ...allora qualcosa in più)
    poi è sempre consigliabile partire.... con cautela...e andare piano per il primo tratto!
     
  3. denwis86

    denwis86 New Member

    Registrato:
    30 Ago 2007
    Messaggi:
    827
    "Mi Piace" ricevuti:
    2
    Come scaldare un motore e perché...

    La longevità di un propulsore non dipende soltanto dalle modalità di utilizzo ma anche dalle temperature di esercizio. La vita del motore infatti dipende anche dal numero di avviamenti effettuati e dagli intervalli di tempo tra una accensione e l’altra, poiché se un motore viene avviato di rado si usura prematuramente e lo stesso inconveniente capita se il propulsore non raggiunge la temperatura di esercizio nel modo corretto. Percorrere molti chilometri tra la messa in moto e lo spegnimento costituisce la situazione ideale per qualunque motore, per tantissimi motivi. Molti ignorano che far "scaldare" il motore da fermo non è la migliore procedura da seguire. Infatti il propulsore per rendere al meglio deve raggiungere la temperatura di esercizio in maniera certamente rapida ma anche uniforme. Se da un lato è intuitivo il metodo "riscaldamento veloce", non lo è altrettanto quello "uniforme".

    E’ necessario che i vari organi a contatto vengano portati in temperatura senza surriscaldamenti localizzati affinché il "gioco" tra loro resti accettabile fino al raggiungimento della temperatura di esercizio ottimale.


    Ad uniformare la temperatura interviene il liquido del circuito di raffreddamento che asporta l’eccesso di calore nelle zone "calde" distribuendolo lungo tutto il circuito. Restando fermi sul posto però la pompa dell’acqua girerà troppo piano per rendere il processo di riscaldamento veloce e uniforme, per cui è meglio attendere una manciata di secondi e mettersi lentamente in marcia.

    Il regime di rotazione deve necessariamente restare basso mediante una limitata pressione sul pedale dell'acceleratore. Compatibilmente con le situazioni di traffico, è preferibile usare le marce alte al regime minimo di rotazione permesso dal motore senza provocare zoppicamenti o incertezze, lasciando girare il motore in modo "fluido". Queste precauzioni sono necessarie e salutari per tutti i tipi di motori, siano essi due o quattro tempi, benzina o Diesel, turbo e non, catalizzati o meno.

    Anche la lubrificazione è insufficiente a freddo a causa della ridotta circolazione dell'olio e, specialmente se il motore è stato a lungo inattivo, le parti a contatto non godranno più della necessaria protezione del fluido che con il trascorrere del tempo è defluito verso il basso. Tuttavia anche se l'avviamento è frequente, l'elevata viscosità dell'olio alle basse temperature provoca l'apertura della valvola limitatrice di pressione che rimanda gran parte del prezioso liquido nella coppa. Alcuni organi tendono a scaldarsi con maggiore rapidità rispetto alla testata ed ai cilindri: il fungo delle valvole ed il cielo dei pistoni sono più caldi rispettivamente degli steli e del mantello. La dilatazione termica dei metalli può provocare usure, grippaggi, cricche e deformazioni, insomma tutta una serie di inconvenienti che tra l'altro richiedono costose riparazioni. Un’importante funzione viene svolta dal liquido di raffreddamento che al di sotto degli 80-90 gradi centigradi non circola nel radiatore ma solo nel motore contribuendo in maniera efficace ad uniformare la temperatura. Per i motori quattro tempi o a ciclo diesel, gli alti regimi di rotazione a freddo possono portare al sollevamento delle valvole dalle proprie sedi, danneggiandole. Per i motori due tempi, invece, qualora il pistone si dilati nella parte superiore provoca il grippaggio nel cilindro. In ogni caso per tutti i motori un anomalo riscaldamento della testata e dei cilindri può portare elevati stress meccanici causati dalle diverse dilatazioni termiche tra le parti a contatto. Un altro fenomeno accompagna l’avviamento a freddo, le incertezze del minimo ed i "colpi di tosse" dovuti allo smagrimento della carburazione. Il carburante vaporizzato infatti tende a depositarsi sulle pareti di metallo ancora fredde provocando uno smagrimento della miscela. In pratica si forma la condensa come quella che vediamo sui vetri all'interno dell'auto in una piovosa e fredda giornata d'inverno, e la benzina che non si è adeguatamente nebulizzata entra nei cilindri non bruciando completamente. Questa imperfetta combustione produce sostanze inquinanti e diluisce il velo di lubrificante sulle pareti del cilindro. Una parte del combustibile non bruciato finisce infine nella coppa dell'olio diluendolo. Soltanto se prima di spegnere il motore l’olio arriverà alle normali temperature di esercizio questi residui evaporeranno, altrimenti resteranno ad "inacidire" le parti metalliche contaminando l’olio. Quindi se usate l’auto per fare solo 4-5 chilometri, ricordate di sostituire frequentemente l’olio (o farlo andare in temperatura seguendo tragitti più lunghi), altrimenti il motore si usurerà in modo prematuro! Tutto chiaro? Il motore ringrazia!
     
    A Gae95CTN piace questo elemento.
  4. Marco

    Membro dello Staff Amministratore Socio Premium

    Registrato:
    28 Ago 2007
    Messaggi:
    6.671
    "Mi Piace" ricevuti:
    1.333
    Provincia:
    Venezia VE
    Auto ed Allestimento:
    Atos / Ex Tuscani Turbo
    ottima spiegazione! :)
     
  5. leonardkr

    leonardkr New Member

    Registrato:
    11 Set 2007
    Messaggi:
    811
    "Mi Piace" ricevuti:
    0
    Provincia:
    Roma RM
    bella denwis una spiegazione esemplare !

    poeta dei motori !

    :)
     

Condividi questa Pagina