luigimita
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Premessa di trasparenza: lavoro nel settore energia/raffinazione, quindi ho un punto di vista di parte. Provo comunque a portare dati verificabili e non solo opinioni — prendeteli come spunto di discussione, critiche e controdati sono ben accetti.
Girando per vari forum vedo spesso ripetere gli stessi luoghi comuni sui biocarburanti — che siano "greenwashing", che frenino la transizione elettrica, che minaccino la sicurezza alimentare. Provo a mettere in fila qualche dato che ridimensiona questi miti.
Non serve aspettare "il carburante del futuro"
I drop-in fuel (HEFA) sono già oggi compatibili al 100% con i motori esistenti, senza alcuna modifica: oltre 170 milioni di veicoli diesel in Europa (il 60% del parco circolante) possono usarli da subito. Lo stesso vale per l'HVO diesel nei motori marini e per il SAF, utilizzabile fino al 50% nei blend per l'aviazione. Le alternative più "futuristiche" come e-fuel e gassificazione sono ancora lontane dalla maturità industriale.
Non sottraggono cibo alla filiera alimentare
In UE le colture destinate a biocarburanti sono soggette a un cap del 7%, mentre la crescita reale arriva da rifiuti e residui (oli esausti, residui agro-industriali e forestali) che non competono affatto con la produzione alimentare.
L'elettrificazione da sola non basta, almeno per ora
Copre solo lo 0,4% della domanda energetica nei trasporti UE (previsto 2,8% al 2030). Per trasporto pesante, marittimo e aviazione resta l'unica soluzione scalabile disponibile oggi. E considerando il ciclo di vita completo, i biocarburanti più avanzati riducono le emissioni fino al 114-133% (sì, emissioni negative) — un dato spesso ignorato quando si paragona solo alle emissioni "allo scarico" dei veicoli elettrici.
Stabilizzano anche i prezzi
Durante la crisi dello Stretto di Hormuz nel 2026, il prezzo dei biocarburanti è salito solo del 10%, contro il +79% del diesel tradizionale.
Non dico che i biocarburanti siano la soluzione unica — ma liquidarli come irrilevanti o come mero greenwashing ignora dati concreti già disponibili oggi. La transizione energetica ha bisogno di più strumenti in parallelo, non di scommettere tutto su un'unica tecnologia.
Curioso di sentire pareri diversi
Girando per vari forum vedo spesso ripetere gli stessi luoghi comuni sui biocarburanti — che siano "greenwashing", che frenino la transizione elettrica, che minaccino la sicurezza alimentare. Provo a mettere in fila qualche dato che ridimensiona questi miti.
Non serve aspettare "il carburante del futuro"
I drop-in fuel (HEFA) sono già oggi compatibili al 100% con i motori esistenti, senza alcuna modifica: oltre 170 milioni di veicoli diesel in Europa (il 60% del parco circolante) possono usarli da subito. Lo stesso vale per l'HVO diesel nei motori marini e per il SAF, utilizzabile fino al 50% nei blend per l'aviazione. Le alternative più "futuristiche" come e-fuel e gassificazione sono ancora lontane dalla maturità industriale.
Non sottraggono cibo alla filiera alimentare
In UE le colture destinate a biocarburanti sono soggette a un cap del 7%, mentre la crescita reale arriva da rifiuti e residui (oli esausti, residui agro-industriali e forestali) che non competono affatto con la produzione alimentare.
L'elettrificazione da sola non basta, almeno per ora
Copre solo lo 0,4% della domanda energetica nei trasporti UE (previsto 2,8% al 2030). Per trasporto pesante, marittimo e aviazione resta l'unica soluzione scalabile disponibile oggi. E considerando il ciclo di vita completo, i biocarburanti più avanzati riducono le emissioni fino al 114-133% (sì, emissioni negative) — un dato spesso ignorato quando si paragona solo alle emissioni "allo scarico" dei veicoli elettrici.
Stabilizzano anche i prezzi
Durante la crisi dello Stretto di Hormuz nel 2026, il prezzo dei biocarburanti è salito solo del 10%, contro il +79% del diesel tradizionale.
Non dico che i biocarburanti siano la soluzione unica — ma liquidarli come irrilevanti o come mero greenwashing ignora dati concreti già disponibili oggi. La transizione energetica ha bisogno di più strumenti in parallelo, non di scommettere tutto su un'unica tecnologia.
Curioso di sentire pareri diversi